barca-a-velaVivere proiettato in un tempo che non è il tuo. Piegato verso il passato, o proteso nel futuro. Ma non saldo nell’Oggi del presente.
Non siamo tutti naviganti del tempo?!
Ingannevole come un miraggio nel sole sa essere il passato, che mischia le carte dei ricordi, confondendo realtà ed invenzione.  Illusorio il futuro quando ti intrappola nei sogni, privandoti della capacità di lavorare oggi per realizzarli un domani.
La navigazione è un percorso. Si molla gli ormeggi, si segue una rotta e si giunge ad una meta. Non può esistere un arrivo senza una navigazione, non una partenza se non è seguita da un percorso. Così il tempo sa essere un inganno se non è inquadrato in un divenire. Una trappola della mente in cui talvolta può essere utile cadere e sentirsene accolti.

Un tempo ho navigato nell’oceano profondo e tempestoso dei moti dell’animo, scosso dai flutti della mente. Ho navigato in tempi lontani dal presente di allora. Tenevo la randa al lasco, diretto verso i ricordi del passato, peraltro ingannandoli di nuove rotte indicate da una bussola senz’acqua. Ho bordeggiato spesso anche nella tesa bolina controvento, cercando di puntare a obiettivi lontani ed immaginari, orizzonti sfumati nel mezzogiorno oltre i quali sperare in un approdo.

Ma il mare non si affronta senza conoscerne gli elementi, le condizioni del tempo. Una barca non si manda senza conoscerne la tecnica.
Ecco perché sono andato a scuola di vela.

Talvolta il vento riprende a soffiare. Un maestrale teso che spinge via lontano. O uno scirocco caldo che tende a languire in bonaccia. Ma sapendo come regolare le vele, sapendo prevedere, la navigazione tiene la rotta che voglio. E non importa se qualche onda improvvisa fa girare lo scafo al traverso. La bussola stavolta galleggia regolarmene puntando verso Nord. Il timone segue la mia direzione.

Oggi, posso dire, navigo nell’Oggi ricordandomi da dove sono partito e seguendo una rotta per dove andare. Finalmente.