Ti guardo, seduto nella penombra della terrazza. Ti cerco con lo sguardo, perso nel buio oltre la scogliera.
Non ci sei. T’hanno cancellato??

Il tempo è passato anche oggi con la sua cimosa sporca di secoli ad annullare i colori di un altro giorno. Ha steso ancora una volta il lenzuolo della notte sulla tua pelle per coprirne l’intima trasparenza.

Ed io sto qui ad osservarti, mare che non esisti. E’ buio lì, solo poche luci brillano sospese in aria, tremanti lumicini che ballano nel vento. Ma tu non ci sei. Non esisti per la limitata sensibilità del mio sguardo.

Forse sei lì tranquillo ad accogliere nel tuo grembo vite marine dalle mutevoli forme; stai cullando il sonno di qualche peschereccio o deliziando col tuo canto l’atto sublime di amanti nascosti. Starai carezzando gli scogli, modellando la loro sagoma con atto da ispirato scultore di forme fantasiose? O li stai schiaffeggiando con forza, punendoli per il loro ostacolare il tuo moto perenne? Può darsi che, incurante del vento che increspa la tua pelle e delle navi che, come zanzare fastidiose ti pungono con proboscidi di metallo, tenti di specchiare la rugosità di quella luna che illumina le nostre fantasie.

Non so cosa tu stia facendo; ma so che ti sto guardando mare che non ci sei più. Spero tu senta lo stesso il peso del mio sguardo, il desiderio di questa mia ricerca. Perché io, come te, sebbene nascosti, esistiamo.

Böl, Isola di Brač, Croazia
Agosto 2003