Ditemi che non è vero…
Un incubo.

Quella voce, fintamente calma… Vespa col capo reclinato come pregasse o ascoltasse un sermone. Alle sue spalle i visi pomposi dei leader di quelli che han voluto farci passare come i due massimi schieramenti.
Quella voce… che sussura parole lette da un appunto, dice lui, abbozzato poco prima.
Quella voce… che parla di cose da fare, cose che faranno. Che mima tranquillità e serenità.
Quella voce. Ha ringraziato, ci ha abbraciati tutti.
Secondo me avrebbe solo voluto gridare di gioia, dicendoci: “Siete così coglioni che ve l’ho tirato in culo un’altra volta! E continuerò a vergarvene per altri 5 anni! Cazzoni!”
E Vespa, giustamente col capo chino… che sia solo il prologo di un gesto di più ampio coinvolgimento fisico?!
Mi alzerò da qui tra poco, dopo aver inviato questo inutile post di sfogo, e andrò in bagno ad impomatarmi be bene lo sfintere anale. Vorrei sentir meno dolore possibile.
Camminavamo già sull’orlo del precipizio. Adesso ci siamo finiti dentro. In pieno. E voliamo giù in picchiata.
Complimenti Italia. Complimenti Italiani.
Mi fate schifo! Sempre di più…

Italiani! Siamo sull’orlo del precipizio… è giunto il tempo di fare un passo avanti!
Caro amico mio, laureati presto, che se dovessimo perdere del tutto la fiducia nella patria natia, ce ne andiamo in Australia, con relative consorti, ognuno a godersi la meritocrazia di un paese nuovo e pulito… io, come cittadino del nuovissimo mondo, posso fare da garante per ognuno di voi…