Ieri un perfetto sconosciuto (che tale lo era appunto fino a ieri sera, quando le diverse testate giornalistiche – o sospette tali – hanno cominciato a raccontarci i più sordidi particolari sulla sua vita, tanto che oggi a tutti pare di aver passato almeno un’ora in compagnia di questo Tartaglia) pare aver tirato una statuetta souvenir in testa all’attuale Presidente del Consiglio.
Oggi su diverse piattaforme mediatiche leggo i più disparati commenti. In una carambola di emozioni, quelli che prima gridavano al giustizialismo, difendendo una sporca malafede, adesso invocano la giustizia per uno scempio subito, mentre quelli che inneggiavano ad una non meglio precisata Pace si scagliano con violenza su ciò che un uomo rappresenta.
Non so bene ancora cosa pensare in merito. Non nego che ieri, nel leggere dell’evento, alla luce della considerazione che ho per quel che so di Berlusconi, un ghigno malefico di soddisfazione si sia dipinto sul mio viso.
Credo che non vi sia Uomo buono o cattivo (se già riuscissimo a privare questi termini della soggettività che racchiudono), ma solo un insieme di atti, mossi da idee, che ci rappresentano e che vengono esposti al giudizio altrui. Per dirla in termini fotografici, non credo che al mondo ci sia il bianco ed il nero, ma solo una (quasi) infinita tonalità di grigi. Così anch’io mi sento una commistione di tonalità in continuo mutamento, come un impasto di vernici diverse mischiato da una mano invisibile. Ieri han forse prevalso le tonalità più cupe, che han visto nel male di uno che di scure di tonalità (e non solo) ne ha molte.
Di quel che è successo mi spaventano più cose. Non solo il gesto in se del “folle”, ma anche Silvio quando è uscito dalla macchina tutto insanguinato e gonfio. No, non mi ha fatto paura il sangue, ma il suo sguardo. Pareva quello spaventato e rabbioso di un animale braccato. Il medesimo sguardo di un qualsiasi “cattivo” da B-movie che, dopo tanto male seminato nel mondo, ne subisce lui stesso le conseguenze.
Non posso non pensare che il gesto inconsulto e violento di ieri sia il frutto di una sovraesposizione a fatti vili e di altrettanta violenza, perpetrati dagli stessi che oggi urlano allo scandalo. No, non voglio giustificare il Tartaglia. Penso solamente che ci siamo ridotti davvero come animali. Animali che attaccano per fottuta follia e rabbia. Che rispondono con la medesima fottutissima rabbia cieca. Quella di chi non ha più nulla da perdere, che lotta per la propria sopravvivenza. Personale.
Insomma no, non auguro e non godo per il male di Berlusconi. Lui vorrei solamente che, al pari dei “normali” cittadini, venisse giudicato per le accuse che gli sono imputate. Solo questo. Per il resto mi piacerebbe che riuscissimo tutti ad essere più Uomini, consci del fatto che non viviamo solo per noi stessi, ma per noi stessi assieme agli altri. Perché non vi è realizzazione del singolo senza gli altri. Perché il singolo non esiste senza gli altri. Che sono parte del medesimo Tutto del singolo….
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Filippo Canzani il 14 dicembre 2009 alle 23:35, ed è archiviato come Pensieri. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


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