Cosa significa essere medico? Qual’è il suo ruolo?! Me lo chiedo spesso ultimamente. Capita quando ti confronti con gli altri, quando ci parli, quando li vedi agire. Qual’è l’obiettivo del medico. Curare? Guarire?
Sembra di sì talvolta. “Cosa vuoi fare?” Capita che mi chiedano. “Le cure palliative” rispondo. E’ allora che vedo le labbra dipingere un ghigno di sufficienza e la bocca esclamare: “Ma come, così giovane… tanti anni di studio per poi non curare la gente!”.
Curare e guarire. Di nuovo. Non sei medico se non guarisci?
Allora, beh, mi spiace ma credo che ce ne siano pochi di medici a giro. No, non perché non siano capaci di guarire dalle malattie. Semplicemente perché poche sono le affezioni dalle quali si può guarire. Si curano le malattie infettive, la dove c’è un microrganismo responsabile che può essere sconfitto. Si possono raccomodare le ossa rotte, i traumi. Si può prevenire certo. Ma curare una volta che la malattia, il fattore eziologico ha colpito?! Mi guardo intorno e vedo solo tanti malati cronici: cardiopatici, scompensati, BPCO, cancri, neuropatici cronici, dementi, ecc…
Ecco cosa fa la medicina di oggi: allunga la vita. Ma riesce a guarire?! Le statistiche parlano sempre delle solite cause di morte. Si mettono toppe. Ma non si guarisce. Si allunga solo il tempo che ci separa dalla morte. Spesso riducendo in maniera sostanziale la qualità della vita. Basta vedere i nostri nonni.
Allora. Qual’è il ruolo del medico, se solo in casi sporadici riesce a guarire?! Certo provarci. Prevenire quando possibile. E nel mentre?!
Credo che prendersi cura delle persone sia il motore immobile di tutta la nostra attività. E prendersi cura non significa solo prescrivere farmaci ed accertamenti. Prendersi cura per me vuol dire provare ad Esserci, ad Accogliere. Un sorriso, l’ascolto attivo, perché no anche un abbraccio, commuoversi con la persona se qualcosa si smuove in noi, questo per me è anche essere medico. Per questo non credo che seguire il filone delle cure palliative sia gettare nel cesso 6 anni di medicina. Penso che impegnarsi per migliorare la qualità della vita delle persone sia un obiettivo della medicina, non peggiorarla. Credo che accompagnare le persone lungo il cammino della vita sia il ruolo sì del medico, ma prima di tutto dell’uomo. Ecco perché mi piacciono le cure palliative. Perché mi fanno sentire uomo.

Umano.