Film

Piccole cose di valore non quantificabile

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Avevo voglia di condividere questo video…. buona visione! :8

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Tajabone

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Era il ’99. Almodòvar firma un altro suo eccellente film, di gran fascino ed enorme successo: “Tutto su mia madre” (“Todo sobre mi madre”).

Vi era una scena in cui la protagonista sorvola in aereo una Barcellona notturna, per poi addentrarsi nelle strade dei sobborghi alla ricerca del padre di suo figlio.
Una melodia incredibilmente struggente e nostalgica fa da sfondo ai velati pensieri della donna, alle aspettative e speranze. All’inizio della ricerca che la porterà sulle tracce del proprio passato.

Tajabone, di Ismael Lo è la canzone.
Il Tajabone è un festa musulmana alla fine del Ramadan (il 27° giorno dei 30), in cui il digiuno lascia il posto alla festa ed alla solidarietà. I bambini vanno di casa in casa a scambiare piccoli regali, cantando e ballando. Ricevono frutti, biscotti e vestiti.
Dalla condivisione di una medesima condizione, il digiuno appunto, la comprensione della comune umanità. E l’aiuto che ne scaturisce.
La canzone stessa racconta della tradizione musulmana per cui si è tenuti a pregare per 5 volte al giorno, velocemente e a digiunare durante il mese del Ramadan. Gli angeli poi chiederanno conto di tutto ciò. Al Tajabone.

Buon’ascolto e buona lettura malincolici naviganti!

TESTO ORIGINALE

Ta…..tajabone de nuy tajabone
Ta…..tajabone de nuy tajabone
Abdu u iambaar gniari malaykala
Ch’awé étchiko daan si séroo
Muomu muhnilda degëm du lingaan
Muomu muhnila degëm woor nga-am
Ch’awé etchiko daanu si seroo
Muomu muhnida degem du lingaam
Muomu muhnida degem woor nga-am
Tajabone de nuy tajabone
Tajabone de nuy tajabone
Wou leij Wou leij
Wou leij Wou leij
Abdu jambaar gniari malaykala
chico woley juge daanu si sero
Muhnila degem du linga’n
Muhnila degem woor nga-am

TRADUZIONE di TAJABONE

Tajabone we’re going to Tajabone
(Tajabone, stiamo andando al Tajabone)

Abdou Jabar he’s an angel coming from the skies to your soul
(Abdou Jabar è un angelo che sta scendendo dal cielo, nel vostro animo)

he’s going to ask you did you pray
(sta venendo a chiedervi se avete pregato)

he’s going to ask you did you fast
(sta venendo a chiedervi se avete digiunato)

he is coming to your soul
(sta scendendo nel vostro animo)

he’s going to ask you did you pray did you fast
(sta venendo per chiedervi se avete pregato, se avete digiunato)

Persepolis

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La storia della protagonista, autrice dell’omonima storia a fumetti (il primo fumetto iraniano, tra l’altro), Marjane Satrapi da quando piccola, al termine degli anni ’70, sogna di divenire un Profeta che avrebbe salvato il mondo a quando, più grande, scopre la rivoluzione, la disillusione ed infine la speranza. Autentica.

Una finestra su un periodo di vita di questa genuina autrice Iraniana. Uno spaccato del periodo descritto, con gli occhi ingenui di una bimba che osserva il mondo attorno a sé. Di una ragazza che cresce. Assieme al mondo (sebbene esso talvolta pare compiere il cammino inverso).

Persepolis (dal nome deIla capitale di quello che fu l’impero Persiano) narra anche del paese, l’Iran appunto, dall’epoca della monarchia, alla caduta dello scià, al nascere della Repubblica Islamica, la guerra contro l’Iraq… e poi il mondo Occidentale e le sue dinamiche…

Un cartone dolce-amaro, dai raffinatissimi disegni dal tratto elementare, rigorosamente in bianco/nero.
Tratti semplici che deviano tutta l’attenzione sui concetti, sulla vita descritta, sul mondo rappresentato.

Un “cartoon” come non siamo più abituati a vedere, frutto dell’anima.

Per maggiori info:

Into the Wild

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“La felicità è tale solo quando condivisa…”

Il piacere di condividere con altri, con l’Umanità. Riscoprire l’interezza, capire il potere dell’unione, dello stare assieme, del con-dividere.
Lo scoprirlo nel silenzio, immersi nella solitudine. Scoprirlo per contrasti. Capirlo tardi forse…
Ma capirlo!

Non voglio dire molto di questo bellissimo film di Sean Penn.
Un viaggio da scoprire, alla ricerca del mondo e di sé stessi. Una fuga, una rinascita, una vita.

Forse nutrito da un’eccessiva, inconscia volontà di annientarsi, il giovane Christopher McCandless rinuncia alla mascheratura che spesso, troppo spesso ed in modo opprimente, la vita tesse per ciascuno di noi. Vi rinuncia ed a poco a poco si riscopre.
Riscopre se stesso E gli altri. Se stesso CON gli altri, pur privandosi degli altri. E di se stesso…
Lo fa figgendo. Lo fa viaggiando. Muovendosi.

Un film da vedere, per comprendere qualcosa in più. O quanto meno pensare a qualcosa in più.

Una nota aggiuntiva. La splendida colonna sonora che, senza troppo invadere, troneggia dai titoli iniziali a quelli di coda. Non INvade, ma PERvade. Un grazie quindi anche a Eddie Vedder.

Per saperne di più, oltre che vedere il film:

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