Versi

Neve a Firenze

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Pioggia di cristalli
Cade sulla strada
Tanti piccoli vetri
Schivano fari
Intimiditi dal freddo

Pioggia di cristalli
Bagna tutto intorno
Schiaffeggia il viso
Compagna del vento

Pioggia di cristalli
Tintinna il silenzio
Sottofondo a parole
Scala armonica di note
Per la tua canzone

Pioggia di cristalli
Neve e vento
Turbine di sogni
Volteggio lieve
Tremulo candore

Pioggia di cristalli
Velo della notte
Danza nuda
Ballo proibito
Pensieri discinti

Pioggia di cristalli
Pudore e sonnolenza
Bimbi nel letto
Giochi interrotti
Caleidoscopio di luci

Pioggia di cristalli
Lampi negli occhi
Glaciazione d’amore
Tuffo nel sempre
Di un tuo sogno impazzito

25/11/2005
Firenze

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

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montaleGiorni di maturità. Quella del 2008.
Potremmo dare la colpa al caldo, se solo la stagione fosse in linea con le medie degli anni precedenti.
O forse è proprio questo clima ballerino a confondere le certezze e le scontate acquisizioni?!
Proprio di un danzatore (secondo alcuni si tratta di Boris Kniaseff) Montale parla nella poesia data come oggetto d’interpretazione all’esame di Maturità. Peccato che per i “tecnici” del Ministero dell’Istruzione vi fosse da analizzare “…il ricordo della donna…”.
E’ proprio vero che gli esami non finiscono mai.. e per qualcuno, forse, sarebbe il caso di dire… e meno male!!!

Buona lettura va! :)

a K.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
s
corta per avventura tra le pietraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma…

E. Montale

Cos’è cambiato

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Ricordi i giochi al mare
Gli scherzi d’estate
Avevamo pochi anni
Corte gambe sulla sabbia.

Cos’è cambiato angelo?
Il tempo ha portato
La tristezza sul tuo viso.

Ricordi il sole caldo
La barca, i seni al vento
Le vele bianche in bolina
Cono d’ombra sulla pelle.

Cos’è cambiato angelo?
Perché le tue carezze
Sono lama fredda sul braccio?

Ricordi il chiaro sorriso
Speranza e tormento
Giochi di donna, sguardi e parole.
Malizia e piacere.

Cos’è cambiato angelo?
Non è sangue d’amore
Quel che macchia il divano.

Ricordi le feste in casa
la musica forte
scalze sulla moquette
a ridere di un lui.

Cos’è cambiato angelo?
Perché balli da sola
questa danza di morte?

Perché scavi il corpo
in cerca di un’anima?
Non vedi che il male
ti avvolge più stretta?
Non senti che il peso
ti priva del respiro?

Sfila quel coltello angelo
Guarisci le ferite e asciuga il sangue.
Viviamo altri ricordi.
C’è tutto il tempo del mondo.
Torna a sentire il delicato tocco
delle carezze dello spirito.
Sentirai brividi di piacere sulla pelle.
E caldo. Il caldo del sole.

[A te che passi...]

Visi nel sogno

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Ritornano in sogno i vostri visi

Persi nel tempo di una notte

Lontani, si avvicinano, lenti

Decisi solcano la nebbia

Come lame, acciaio lucente

Feriscono a colpi decisi

La mia inconscia rimozione

Azione strappata alla volontà dei sensi

Tornano dal tempo perduto

Per recuperare il tempo perduto

Sorridono i vostri visi

Bentornati nei miei sogni

Qualcuno era comunista

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Siamo riusciti anche a cancellare dal parlamento i partiti della sinistra radicale, sbilanciando fortemente il parlamento a destra….
Un piccolo regalo (di un po’ di tempo fa), per coloro che si sentissero abbattuti come me.
Buona notte. :(

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, … La mamma no.

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima…) era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano… (!)
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona…
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo…
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?… oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!

Qualcuno era comunista perché… “la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!”…

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare TUTTO!

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini…

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.

Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.

Qualcuno era comunista perché c’era il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa!

Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l’Uganda…

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!…

Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!

Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.

Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno. Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana, e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.

No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

E ora?
Anche ora ci si sente in due: da una parte l’uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

    - Giorgio Gaber & Sandro Luporini
    (da “E pensare che c’era il pensiero”, 1995)

Ti amo

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Ti amo
perché tu sei
come io sogno
che tu sia

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