Archivio di giugno, 2009

Lettera ad un Vucumprà

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Vada (LI)
Agosto 2005

Taaw du roote
Ndianial wurus ndianial xaliis
Taaw du roote
Du ma ranian baay
Tedda ci sama laluu yaay be nago yiere
Io primogenita non porterò l’acqua dal pozzo
Con una corona d’oro e d’argento sul capo
Non porterò l’acqua dal pozzo.
Non partirò col buio della notte, papà
Rimango nel letto di mia mamma
fino a che il sole arriva a colazione

Sento ancora la tua voce baritonale uscire da quelle labbra scure, macchiate dai raggi del sole, sento il suono dei tamburi nelle tue parole, i ritmi di cieli lontanti, il battere di piedi sul terreno polveroso al suono di quelle percussioni. Immerso in questa melodia, al caldo di un cielo nascosto ascolto le tue storie di re, principi, griot, spiriti del deserto e animali agli albori del  mondo. Sono storie già lette, ma davvero, solo suonate dalla tua voce acquistano l’incanto proprio delle favole.
Sono storie che parlano della tua cultura, del tuo popolo, delle tue credenze. Parlano della fierezza della gente, delle virtù degli uomini, dei loro ideali, destini e speranze.
Mi inchino idealmente mio Re. Ti offro la mia sigaretta in cambio della tua riconoscenza.
Sono un vostro suddito sire. Le lacrime evaporano con questo caldo. No, non sto piangendo. I cacciatori della savana non piangono di fronte al proprio sovrano.
Poi mi volto. Là, al sole trovo i tuoi paramenti. Solo un’enorme borsa ripiena di vestiti sgargianti ad appesantire la tua schiena provata. Nessun portatore per te. Le tue braccia ti fanno da servi. Le tue gambe magre il tuo destriero. Non oro, non perle né ossa abbelliscono i tuoi abiti. Solo la polvere fine della spiaggia ricama giochi sulla tua maglia.
Re della mia fantasia, un mondo tanto potente quanto vigliacco ha incatenato i tuoi avi, imprigionato i tuoi genitori in un carcere di miseria e fustigato te e la tua famiglia di menzogne e false speranze.
Ma non credere alla mia libertà. Anch’io sono prigioniero come te. Certo, la mia prigione è più bella della tua. Ma la realtà che vediamo, quella che viviamo, è filtrata dalle ombre che le sbarre proiettano sul pavimento della forma. La sostanza, è il cielo oltre le mura. Secondini senza nome la tengono al riparo dai nostri sguardi curiosi.
Un giorno usciremo sai?! E’ solo questione di tempo. Mentre aspettiamo che ci restituiscano la chiave.  Grazie! Grazie davvero Barah. Grazie per le tue storie, per la tua presenza. Grazie per la tua calma. Per il tuo sorriso che, nonostante tutto, c’è.
Ciao.

Fotoaggiornamento dallo ZuccOrto

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Solo qualche scatto preso oggi nello ZuccOrto. Le foglie si seccano ai margini. Che fare?!

Lo ZuccOrto: tirar su un orto in terrazza

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Le trame del caso si infittivano, ordendo un diabolico quanto bucolico piano. La passione per le piante di un’amica, quel libriccino mostrato con tanto zelo di fronte ad una pianta di peperoncino, il riciclo di casse da frutta visto a “Terra futura”, la bontà dell’insalata nell’orto di S. Casciano… tutto  tramava a che il diabolico piano fosse realizzato…

Costruire un piccolo orto in casa!

Inizialmente avevo pensato di realizzarlo in terrazza, dove peraltro lo spazio è esiguo. Poi mi è venuta in mente la terrazza condominiale, sul tetto. Un grande spazio inutilizzato da anni. Perfetto per riempirlo di verdurine, no?!
Progettato il tutto, con la Vio abbiam fatto un’incursione a fine mattinata di un giorno di mercato a raccattare alcune delle innumerevoli casse di legno che buttavano via gli ortolani. E pensare che la donnina, a cui per cortesia abbiam chiesto se si potevano prendere, sembrava quasi un ce le volesse dare! Che era in convenzione con la Quadrifoglio per il riciclo?! O tramava qualcosa in segreto?!? Qualsiasi cosa fosse, adesso ha 10 casse in meno su cui contare!

Il piano è poi proseguito con una capatina domenicale alla Cooperativa di Legnaia, dove abbiam fatto incetta di terra, reti, semi, piantine…. oltre a pasta e pane per il pranzo successivo!

Ed infine il passo più ostico… trapiantare, allestire, sistemare. Come mi ha detto qualche giorno dopo un’infermiera… “La terra è bassa!”. Proprio così. La schiena piegata s’è fatta sentire! Ma la soddisfazione di avere tutte quelle belle piantine distese in terrazza per adesso è tanta. Speriamo sia altrettanta quella di coglierne i piccoli frutti (sperando che lo smog del viale non li strangoli col suo venefico manto oscuro…..)!!!

E per concludere quel piccolo angolo di verde nel cementificio del viale aveva bisogno di un nome. Ecco quindi qualche scatto dei primi giorni di….

ZuccOrto!

Recupero files cancellati

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Un brivido freddo.

Ieri sera volevo cancellare delle immagini dal PC. Le seleziono e, ahimé come di solito faccio, premo la combinazione SHIFT+CANC, in modo da eliminarli direttamente senza passare dal Censtino. :p
Guardo poi l’elenco dei files rimasti e… qualquadra non cosa! A colpo d’occhio nella cartella delle Immagini manca qualcosa. :8
Cosa?!
La cartella con le mie foto! :[

Un brivido freddo lungo la schiena. =(

Di solito faccio copie di backup degli scatti su un disco rigido esterno, ma… delle foto che tenevo nel PC molte ancora non avevo avuto tempo, modo o voglia (sigh!) di copiarle nel disco esterno.
Indi per cui con quel mio gesto, tanto usuale quanto pericoloso per la sopravvivenza dei files, ho cancellato totalmente dal computer tutti gli scatti, sopratutto quelli (molti) che ancora non avevo salvato altrove!

Un brivido freddo lungo la schiena.

Socchiudo gli occhi, moccolo dentro di me e non solo, percuotendomi il capo ripetutamente.
Mentre i miei pochi neuroni rimasti attivi sono scossi dall’esterno, uno di essi manda un debole segnale. Quella sostanza grigia che molto appare atrofizzata, ha un sussulto di entusiasmo e mi fa pensare ai casi di cronaca recenti. La polizia riesce a recuperare i dati dai PC anche formattati!
Ci sarà a giro qualche programma per fare ciò?

Mi metto così in cerca su Google e leggendo e sfogliando trovo due programmi opensource per Linux (utilizzando io una Ubuntu), ma non solo, che pare facciano al caso mio: li provo entrambi e scopro che…

recuperare i files perduti è possibile!

Ecco i links ai due software:

Foremost e Photorec

Si tratta di software da riga di comando, quindi niente interfacce grafiche! Funzionano tutti e due per piattaforme Linux, il secondo anche per altra roba tra cui Windows e Mac.
Sebbene Foremost, a detta di chi pare intendersene, sia molto più “potente” e versatile, per le mie medie capacità Photorec è apparso più semplice, oltre che in grado di recuperare anche files di Photoshop (.psd) per me essenziali!
Indubbiamente funzionano egregiamente entrambe. Hanno ritrovato tutte le mie foto e ben altro (senza applicargli il filtro all’estensione dei files) dalla notte dei tempi (la prima scansione difatti ha impiegato una nottata!). Peccato che molte fossero corrotte, quindi inutilizzabili!

Morale della favola?
Programmi per recuperare dati perduti esistono e funzionano. Ma se si evita di cancellare inavvertitamente roba, sopratutto bypassando il cestino, è meglio! Molto meglio!!! 8)

Un collage di cieli

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Da due giorni ho cominciato a fotografare il cielo. Mi sono accorto che in molti dei miei scatti l’azzurro, il blu, il magenta, il giallo, il grigio, il bianco dei cieli rivestono spesso i famosi 2/3 della posa. Tra terra e cielo, scelgo quasi sempre di riprendere più cielo, relegando corpi, facce, elementi architettonici, paesaggi, al terzo inferiore dello scatto.

2009-06-08

Trovo che il cielo, così come il mare, racchiuda nella sua immensa distesa il fascino delle cose grandi. Non quella grandezza sfrontata e pesante che spesso rincorriamo in simboli fallaci,  ma la grandezza naturale  di ciò che sempre è stato e sempre sarà. La vastità che aiuta a comprendere  il proprio spazio nel mondo, che spinge a capire come noi Uomini siamo in realtà piccoli, nonostamte le nostre smanie di grandezza. Cielo che non a caso è per molte mitologie religiose simbolo di divinità, meta da raggiungere.

Guardo al cielo e guardo al mare, quando ho bisogno di concentrarmi su me stesso. Specchi infiniti per l’enormità di un animo.
Se non è possibile intrappolare l’alito dello spirito (cheché ne dicano i Masai del Kenya), almeno provo ad immortalare lo specchio che sempre ho a disposizione ogni giorno, che la Natura, tramite i miei occhi, mette a disposizione sopra ed intorno a me.

Ecco perché ho deciso di fotografare il cielo. Possibilmente uno al giorno. In momenti casuali della giornata. In posti diversi a seconda di dove mi muovo. Ho dedicato una galleria di Flickr a questi cieli. Quando saranno un numero sostanzioso, vorrei creare la rappresentazione di uno di questi cieli, magari quello che più piace a chi si trovasse a guardare questa distesa di cieli e nuvole, attraverso un collage di tutte le pose collezionate nel tempo.

Follia?! :cool: Probabile…. :D

Nuovo Tema per il Blog!

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Pulizie di primavera.
Da oggi il blog cambia faccia! Nuovo tema, vecchi e nuovi contenuti. Mi ero un po’ stufato del vecchio template, così ho pensato fosse tempo per qualcosa di nuovo.
Anche in questo caso testata e piede contengono frammenti della medesima foto. L’Alto stavolta è “più alto”, essendo un cielo, mentre il Basso è rappresentato da gente in cammino. Ho scattato la foto nelle colline senesi qualche mese fa durante un trekking. Eccola:

Il tema su cui mi sono basato è l’ottimo e, ahimé, quasi inflazionato iNove. Quindi… buona lettura! ;)

Un piccolo screen del vecchio template:

vecchiotema

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