Archivio di dicembre, 2009
Good bye 2009
2Ciao 2009.
Sei stato un anno strano, ricco di cambiamenti, cose nuove, cose belle e meno belle. Insomma una parte di questa vita, come tutti gli altri anni, messi nella cantina dei ricordi. No, non voglio sminuirti, rispetto agli altri anni hai portato il tuo carico variopinto di novità, ma anche tu, come tutti i tuoi predecessori siete, assieme a noi che dipingiamo il vostro vissuto di attimi, parte di un ciclo che fa il suo percorso.
Quindi ciao e grazie.
E ben venuto al prossimo 2010. Che sia un anno di silenzi. E mentre pensiamo a come passare queste ultime ore del vecchio anno, in attesa del nuovo….
…AUGURI A TUTTI!
Tirocinio post-laurea
0Proprio oggi ho terminato il secondo mese di tirocinio, in un reparto di medicina interna. Era cominciata male, ma per fortuna è finita meglio. Qualche “collega” di tirocinio mi ha detto che forse tendo ad essere troppo ottimista. Chi, io?!? Sviste a parte. Non penso sia questione di ottimismo o pessimismo, quanto di riuscire a fare. Credo che non ci siano cose belle o brutte, positive o negative, ma vi sia un po’ di tutto in ogni cosa, in ogni situazione così come in ogni persona. Un misto di stati che si mischiano con i nostri, in momenti diversi. Insomma un casino, no?!
Imparare, sul piano pratico, forse abbiamo imparato poco. Qualche protocollo terapeutico magari, ma senza troppa convinzione. Eravamo tanti, troppi. C’erano giorni in cui contavo più di quindici camici bianchi, tra strutturati, specializzandi, noi tirocinanti, tesisti ed avventori dell’ultima ora. Insomma, un tipico reparto universitario. Paradossale che si riesca ad imparare di più dagli ospedalieri piuttosto che dagli universitari?! Digressioni formative a parte. Sul piano clinico l’utilità di questo breve mese è stata certamente relativa. Personalmente mi è piaciuta una cosa. La misura.
Mi sono accorto che dall’iniziale diffidenza a muovermi per quelle undici stanze, pian piano sono riuscito a prendere una mia misura con le persone ricoverate. E mi ha dato soddisfazione. Parlare giorno giorno con loro, condividere sensazioni, rispondere a qualche dubbio, soddisfare qualche piccola richiesta. Il sorriso nei loro occhi è stato un bel regalo, per non parlare delle dolci parole di qualche anziana signora. Beh sì, sempre di più mi accorgo di avere un certo ascendente con le vecchie. Ci sarà da preoccuparsi?! Sarà per il capello brizzolato che comincia a far capolino tra i riccioli neri?!
Ho capito che anche in un ospedale per acuti c’è (o meglio, ci sarebbe) spazio per la comunicazione. E mi ha fatto piacere. E dispiacere allo stesso tempo, per come questo canale sia poco sfruttato; manca il tempo, dicono. E pare mancare agli strutturati, ma, purtroppo, anche agli specializzandi, giovani più o meno come me che apprendono il mestiere. Mi aspetterei di più, almeno da loro. Certo, magari sono soffocati da un’impronta pesante data dai “senior”, ma credo adesso più di prima che lo spazio per prendere la propria strada si possa ritagliare sempre. Sopratutto in un posto come quello. Peccato.
Sempre di più credo davvero che la comunicazione non sia tempo perso nell’assistenza alla persona malata, ma tempo di cura, tale e quale a quello dedicato ai vari tipi di terapie. Parlare con le persone può essere terapeutico. Ne sono convinto. E mi ha fatto piacere collaudarmi in questo mese in un posto simile.
La batteria mi dice or ora che ho diciannove minuti di carica residua, e non ho voglia di andare a cercare il cavo della corrente, quindi concludo. Secondo aspetto di questo mese.
L’iniziale diffidenza coi “colleghi” di tirocinio è andata diminuendo nel corso del mese. A me piace conoscere le persone, mi reputo un curioso di vite, ma questa mia iniziativa non è detto che sia corrisposta da tutti. Il mese precedente, in tal senso ,era andata meglio. Qui, almeno all’inizio, non mi trovavo affatto bene. Mi parevano tutti diffidenti, poco curiosi di conoscere gli altri, una caratteristica che tra l’altro, per un medico, mi pare utile. Ognuno pensava a sé e per sé. Poca, molto poca condivisione. Poi le cose sono lentamente andate migliorando. Certo non con tutti, ma ho potuto trovare qualcuno con cui entrare in un minimo di sintonia.
Propositi per future collaborazioni: dare e prendersi del tempo.
Campagna d’odio
0“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
Benito Mussolini, 1932

“Gli ebrei alimentano una campagna di odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non e’ sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.“
Adolf Hitler, 1933

“Ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio.“
Silvio Berlusconi, 2009

Fonte: www.byteliberi.com
Tutto iniziò (o finì) con la laurea
0Alla fine è successo. Rapidamente. Molto, quasi troppo velocemente, in relazione al tempo che c’è voluto per arrivare a questo traguardo. La laurea. Sei anni e tanta voglia di crescere.
Tutto si risolve nel giro di dieci minuti in cui ti costringono a spremere l’argomento della tesi, centrifugarlo in poche slide colorate e, possibilmente, accattivanti-ma-non-troppo. Dieci minuti che sembrano un secondo, in cui passi lo sguardo dal computer ai membri della commissione, alti e neri come corvi sui loro scranni di legno. Le parole escono dalla bocca come fossero recitate da un attore di B-Movie, tante le volte che hai ripetuto quel canovaccio.
A quanti minuti sarò? Questa l’unica preoccupazione che ti spingono ad avere. Quanti minuti vale il mio lavoro? Cerchi di cogliere il tempo dallo sguardo degli astanti. Davanti ci sono solo dodici cronometri che segnano un tempo invisibile. Il tempo. Possibile che, alla fine della carriera universitaria, sia tutta una questione di tempo?
E poi gli applausi, ma solo alla fine, dopo la dichiarazione del voto. Schierati come davanti ad un muro, in attesa della fucilazione. L’ultimo desiderio?! Evaporare da li, uscire da quell’abito impomatato gessato scuro.
“Per i poteri conferitimi…” ma quanto ti piacerà conferire quelle parole? “Poteri”. Poteri?! Ma quali poteri?? “Vi nomino dottori in Medicina e Chirurgia”. AAAh! Che bello! Finalmente! “Devo però ricordarvi che non potrete esercitare fino al superamento dell’Esame di Stato”. Ah ecco. Mi pareva strano! Un altro esame per acquisire la “licenza d’uccidere”. Tanti piccoli aspiranti 007 della salute.
Adesso almeno dai… Applausi!
E poi fotografie, flash, corone d’alloro, cori, abbracci, bevute. E poi, e poi….
Benvenuto nel mondo della medicina.
Se fosse…
0Se fosse un mare sarebbe gli oceani
Se fosse terra sarebbe bosco e prati
Se fosse un monte sarebbe troppo alto
Se fosse cielo sarebbe ovunque
Se fosse un dio sarebbe per tutti
Se fosse fede sarebbe impossibile
Se fosse vento spazzerebbe via ogni dubbio
Se fosse guerra non esisterebbe
Se fosse pace sarebbe per sempre
Se fosse legge sarebbe morale
Se fosse popolo sarebbe umanità
Se fosse Uomo sarebbe me
Se fosse Donna sarebbe te
Perché se fosse Amore, sarebbe il nostro.
… Auguri …
0
Ieri un perfetto sconosciuto (che tale lo era appunto fino a ieri sera, quando le diverse testate giornalistiche – o sospette tali – hanno cominciato a raccontarci i più sordidi particolari sulla sua vita, tanto che oggi a tutti pare di aver passato almeno un’ora in compagnia di questo Tartaglia) pare aver tirato una statuetta souvenir in testa all’attuale Presidente del Consiglio.
Oggi su diverse piattaforme mediatiche leggo i più disparati commenti. In una carambola di emozioni, quelli che prima gridavano al giustizialismo, difendendo una sporca malafede, adesso invocano la giustizia per uno scempio subito, mentre quelli che inneggiavano ad una non meglio precisata Pace si scagliano con violenza su ciò che un uomo rappresenta.
Non so bene ancora cosa pensare in merito. Non nego che ieri, nel leggere dell’evento, alla luce della considerazione che ho per quel che so di Berlusconi, un ghigno malefico di soddisfazione si sia dipinto sul mio viso.
Credo che non vi sia Uomo buono o cattivo (se già riuscissimo a privare questi termini della soggettività che racchiudono), ma solo un insieme di atti, mossi da idee, che ci rappresentano e che vengono esposti al giudizio altrui. Per dirla in termini fotografici, non credo che al mondo ci sia il bianco ed il nero, ma solo una (quasi) infinita tonalità di grigi. Così anch’io mi sento una commistione di tonalità in continuo mutamento, come un impasto di vernici diverse mischiato da una mano invisibile. Ieri han forse prevalso le tonalità più cupe, che han visto nel male di uno che di scure di tonalità (e non solo) ne ha molte.
Di quel che è successo mi spaventano più cose. Non solo il gesto in se del “folle”, ma anche Silvio quando è uscito dalla macchina tutto insanguinato e gonfio. No, non mi ha fatto paura il sangue, ma il suo sguardo. Pareva quello spaventato e rabbioso di un animale braccato. Il medesimo sguardo di un qualsiasi “cattivo” da B-movie che, dopo tanto male seminato nel mondo, ne subisce lui stesso le conseguenze.
Non posso non pensare che il gesto inconsulto e violento di ieri sia il frutto di una sovraesposizione a fatti vili e di altrettanta violenza, perpetrati dagli stessi che oggi urlano allo scandalo. No, non voglio giustificare il Tartaglia. Penso solamente che ci siamo ridotti davvero come animali. Animali che attaccano per fottuta follia e rabbia. Che rispondono con la medesima fottutissima rabbia cieca. Quella di chi non ha più nulla da perdere, che lotta per la propria sopravvivenza. Personale.
Insomma no, non auguro e non godo per il male di Berlusconi. Lui vorrei solamente che, al pari dei “normali” cittadini, venisse giudicato per le accuse che gli sono imputate. Solo questo. Per il resto mi piacerebbe che riuscissimo tutti ad essere più Uomini, consci del fatto che non viviamo solo per noi stessi, ma per noi stessi assieme agli altri. Perché non vi è realizzazione del singolo senza gli altri. Perché il singolo non esiste senza gli altri. Che sono parte del medesimo Tutto del singolo….
1 mese fa
