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Il buco sbagliato
0Che sia una metafora della vita?!? Intanto un po’ di relax tra un test e l’altro per l’Esame di Stato….
La maza
1Ier sera sono stato alla Pergola a vedere un altro magnifico concerto di Ginevra di Marco.
Nel suo nuovo album “Donna Ginevra” c’è una canzone che ho trovato bellissima.
“La maza” di un compositore cubano, Silvio Rodriguez, sembra una profonda riflessione sul senso della vita. E’ struggente e melodiosa, semplice come le cose grandi.
Ecco il testo e la traduzione in italiano, oltre ad un video della versione originale.
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Si no creyera en la locura Si no creyera en la balanza Si no creyera en lo que agencio Qué cosa fuera, que cosa fuera jai! Si no creyera en lo más duro S i no creyera en cada herida Si no creyera en quien me escucha Qué cosa fuera, que cosa fuera ¡Ay! ¡ay! ¡qué cosa fuera corazón |
Se non credessi alla follia Se non credessi alla bilancia Se non credessi in ciò che faccio Cosa sarebbe, cosa sarebbe, hai! Se non credessi in ciò che è difficile Se non credessi in ogni ferita Se non credessi in chi mi ascolta Che cosa sarebbe, che cosa sarebbe, hai! Ahi! Ahi! Cosa sarebbe mio cuore! |
| Note | |
| (*) Sinsonte | (Italiano: Centonsle) Specie di merlo bianco o nero dal canto più modulato di quello dell’usignuolo. |
Amico fragile
0Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi”
per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo, “Mi ricordo”
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.
E poi sospeso tra i vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei è una donna piuttosto distratta”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.
F. De André
[A te. L'unico amico fragile.]
1 mese fa
