Da due giorni ho cominciato a fotografare il cielo. Mi sono accorto che in molti dei miei scatti l’azzurro, il blu, il magenta, il giallo, il grigio, il bianco dei cieli rivestono spesso i famosi 2/3 della posa. Tra terra e cielo, scelgo quasi sempre di riprendere più cielo, relegando corpi, facce, elementi architettonici, paesaggi, al terzo inferiore dello scatto.

2009-06-08

Trovo che il cielo, così come il mare, racchiuda nella sua immensa distesa il fascino delle cose grandi. Non quella grandezza sfrontata e pesante che spesso rincorriamo in simboli fallaci,  ma la grandezza naturale  di ciò che sempre è stato e sempre sarà. La vastità che aiuta a comprendere  il proprio spazio nel mondo, che spinge a capire come noi Uomini siamo in realtà piccoli, nonostamte le nostre smanie di grandezza. Cielo che non a caso è per molte mitologie religiose simbolo di divinità, meta da raggiungere.

Guardo al cielo e guardo al mare, quando ho bisogno di concentrarmi su me stesso. Specchi infiniti per l’enormità di un animo.
Se non è possibile intrappolare l’alito dello spirito (cheché ne dicano i Masai del Kenya), almeno provo ad immortalare lo specchio che sempre ho a disposizione ogni giorno, che la Natura, tramite i miei occhi, mette a disposizione sopra ed intorno a me.

Ecco perché ho deciso di fotografare il cielo. Possibilmente uno al giorno. In momenti casuali della giornata. In posti diversi a seconda di dove mi muovo. Ho dedicato una galleria di Flickr a questi cieli. Quando saranno un numero sostanzioso, vorrei creare la rappresentazione di uno di questi cieli, magari quello che più piace a chi si trovasse a guardare questa distesa di cieli e nuvole, attraverso un collage di tutte le pose collezionate nel tempo.

Follia?! :cool: Probabile…. :D