I fari marciano al ritmo del vento Illuminando una strada di sputi e cemento.

Guido nella bonaccia di un deserto di città. Il semaforo in fondo alla strada strizza il suo occhio di vetro, come un vecchio pirata ricurvo sulla schiena che esegue una stanca posa da guercio. Posso passare. Non che ce ne sia bisogno, certo, la via è vuota. Un mare davanti, attorno a me. Le saracinesche si susseguono una dopo l’altra, chiuse, come balene dalle fauci serrate, a nascondere tesori fantasiosi. Il bollore che avverto sulla pelle, quello accumulato di giorno e restituito dall’asfalto, mi ricorda che sono Continua >