Da due giorni ho cominciato a fotografare il cielo. Mi sono accorto che in molti dei miei scatti l’azzurro, il blu, il magenta, il giallo, il grigio, il bianco dei cieli rivestono spesso i famosi 2/3 della posa. Tra terra e cielo, scelgo quasi sempre di riprendere più cielo, relegando corpi, facce, elementi architettonici, paesaggi, al terzo inferiore dello scatto.
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Pulizie di primavera.
Da oggi il blog cambia faccia! Nuovo tema, vecchi e nuovi contenuti. Mi ero un po’ stufato del vecchio template, così ho pensato fosse tempo per qualcosa di nuovo.
Anche in questo caso testata e piede contengono frammenti della medesima foto. L’Alto stavolta è “più alto”, essendo un cielo, mentre il Basso è rappresentato da gente in cammino. Ho scattato la foto nelle colline senesi qualche mese fa durante un trekking. Eccola:
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Buffo il caso. Stavolta si presenta sottoforma di macchina fotografica del nonno, ritrovata in un armadio.
Vedo ’sto coso di pelle invecchiata e mi domando, mentre allungo le mani nella polvere, “Oh cos’è questo?”. Lo tiro fuori, non senza esibirmi in uno starnuto, segno immancabile del troppo tempo passato all’abbandono (e sì che mia nonna si prodiga sempre in strofinamenti e pulizie compulsive!), lo giro e vedo comparire una sagoma familiare. Sembra proprio la custodia di una macchina fotografica, a giudicare dalla sporgenza rotonda più o meno al centro della sagoma. Cosa c’è scritto sopra, impresso nella pelle marrone?
LEICA. Un nome certamente noto a chi mastica un po’ di fotografia.
“Ehi, ma.. vuoi vedere – penso – che questa è la vecchia fotocamera del nonno?” Apro la custodia ed effettivamente ne esce proprio uno strumento fotografico! Obiettivo, incisure dei diaframmi, ghiere in metallo con numeri vari impressi, slitta per il flash, oculari…
Muovo l’occhio verso quello che sembra il mirino e ci metto un po’ a capire come funziona. Sembra fatto di due parti. Come due mirini messi uno accanto all’altro. Ed effettivamente è proprio così! Giocando un po’ con lo sguardo e la testa, capisco che si tratta di un mirino normale affiancato ad uno a telemetro, utilissimo per la messa a fuoco (effettivamente, non essendo una reflex, come altro si potrebbe focheggiare?).
La soppeso e la tocco. Una macchina fotografica è come un corpo da carezzare. Anche il peso, la consistenza, il feeling al tatto fanno la loro parte!
Decisamente mi piace. Certo tutti quegli ingranaggi la rendono un po’ obsoleta ed “ostica” per uno abituato a circuiti elettrici, tasti e touchscreen, ma… mi piace! Dopo l’acquisto dell’Holga (uh!! di cui non ho parlato nel bloghi!) questa sembra poterne rappresentare la madre!
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Alti e Bassi è proprio il titolo adatto! Visto che in questo periodo sono a corto di parole (sarà che quel che mi accade intorno mi lascia senza fiato?!), toh! sfruttiamo il bloghi per un po’ di annunci!
ANNUNCIO 1
Habemus pap… ehm… pardon, mi son confuso… quello l’han belle e fatto… riproviamo.
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Correre, più veloci, sempre più veloci. Fare presto, fare prima. Ci muoviamo spesso in maniera sconclusionata, ci affrettiamo alla continua rincorsa delle “cose da fare”. Ci creiamo continuamente mete da raggiungere. Bene. Ma di corsa. Male?
Camminare permette di osservare, capire, farsi domande. Correre ci costringe invece a guardare attentamente davanti a sé, per non rischiar di cadere!
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