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Vento freddo dalla finestra
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Sibila il vento attraverso gli infissi, legno marcio verniciato di bianco.
Scricchiola la finestra, difficile chiuderla. Le staffe piegate non combaciano con gli anelli.
Il vento ulula la sua rabbia invernale. Fuori.
Freddo e potenza si gettano nella stanza. Un mare, impalpabile, mi affoga.
Chiudo con sforzo la finestra.
Una delle due staffe non combacia. Il legno è imbarcato.
Sento il vento, là fuori, gridare la sua minaccia.
Allunga una mano oltre lo spiraglio rimasto. Come un ladro, si insinua spalancandola ancora.
Di nuovo. L’onda del freddo mi gela e attanaglia.
Galleggio nuotando contro corrente, aggrappandomi alla maniglia malferma.
Mi spingo in alto con le gambe. Il gelo sul torace rimasto spoglio.
Ancora una spinta, un gesto rapido e la finestra è chiusa.
Legno marcio, infisso da rifare.
Il vento, lo sento, continua ad abbaiare le sue minacce la fuori.
Mosche impazzite sbattono contro il vetro, in un ottuso, ripetuto gesto istintivo.
Sono le particelle d’aria. Le vedo minacciose. Digrignano i denti divertite dalla mia impossibilità a contrastarle. Loro, piccole e maligne.
Di nuovo la carica dell’insieme. E la finestra si spalanca. E la camera si riempie. Ed io sbando, barcollo, mi sforzo.
Non cedo. Nuoto sempre contro corrente come un salmone. Balzo verso le ante afferrandole con mani stanche ma risolute.
Sbatto con rabbia quei vetri sporchi. Cade della polvere di legno.
Adesso il vento si sta placando.
Respiro ansimando. Il vento, per ora, sembra tenuto a bada. Il guinzaglio rimesso al collo. Si accuccia rosicchiando un vecchio osso.
Dovrò riparare quegli infissi un giorno o l’altro.
Pensiero in cima al monte
0In cima ad una montagna, nel silenzio del freddo, non c’è cosa peggiore che sentir parlare le persone.
Altro giro altra corsa
0Ecco ci siamo… prime nubi spesse, pioggia che cade, torrenziale, poi fine, poi smette.
Ricomincia.
Un altro Inverno si appresta a venire.
Queste giornate melancoliche lo chiamano.
Sono il carrozzone languido che precede la banda del freddo carnevale invernale.
Pensieri. I soliti pensieri si riaffacciano alla mente.
Pioggia dentro e fuori.

O no?
Odoro quest’aria fresca.
E l’umido macilento che sale dall’asfalto fradicio.
Posso parlare di… solito?
Non so.
Se ripenso alla stessa stagione di un anno fa…
Le nubi erano macigni gettati sull’anima come sassi in uno stagno.
Adesso sono coltri grigie portatrici di un salvifico fresco.
Disagio urbano. Nulla di più.
Annuso un inverno diverso, sì. Tante aspettative.
Molte cose nuove…
Beh allora dai. Arriva Inverno, mostrati, corri e fuggi.
Ho da andare oltre!
Rami
1 mese fa
