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Il puzzle della vita
2Una paziente stamani mi ha parlato di “frammenti della propria vita da rimettere insieme”. Un’immagine si è composta nella mia testa. Quella di lei chinata in terra a comporre un puzzle, i cui pezzi sono le sfaccettature della sua vita, i diversi aspetti di lei, i tasselli del suo vissuto.

Mi chiedo allora, non siamo forse tutti chini sul nostro puzzle personale? La vita, il nostro essere che la crea giorno per giorno (perché siamo noi a creare la vita, non il contrario!), non sono forse un grande puzzle?
Vedo i piccoli pezzi scomposti sul pavimento. Ciascuno di essi è in grado di incunearsi solamente in specifici altri pezzi a lui complementari. Dall’alchimia geometrica di quest’unione prendono vita forme organiche. Solo una combinazione permette di strutturare un quadro degno di essere esposto. Il nostro personale quadro. Il nostro miglior ritratto.
Così come per un puzzle, giorno dopo giorno vi saranno parti di esso che si andranno componendo. Un angolo che va prendendo forma, il bordo che segue il suo decorso, una parte in mezzo di cui si intravede la costituzione ma che deve trovare una sua precisa collocazione…. sarà solo grazie all’unione dei pezzi giusti che i tasselli troveranno un senso nella loro incompiutezza.
Ogni tassello di questo grande puzzle è già Vita. Sta a noi unirli assieme, come bambini gelosi del loro ultimo giocattolo.
Non è facile, certo! Vanno prima di tutto cercati. Poi analizzati e compresi. Dopodiché occorre trovare il tassello che si combini in maniera univoca con l’altro. E così via… provando, sbagliando, riprovando… Il gioco è reso più difficile dal fatto che non abbiamo la scatola d’esempio che ci mostra l’immagine finale! Il disegno lo dobbiamo trovare dentro di noi!
Se i singoli pezzi di questo enorme gioco sono Vita, il puzzle completo, la sua rappresentazione, penso possano essere il senso che diamo ad essa!
Un palloncino contro la maschera
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Festa al circolo di Candeli.
Da molto tempo non ci andavo. Intorno a me, al ritmo della musica, molti ragazzi e ragazze. Più giovani di quelli che ricordo io. Ma certo… sono io che sono un po’ più vecchio adesso rispetto alla media dei presenti. Già, i primi capelli bianchi e la stempiatura sono lì a ricordarmelo!
Ma non è solo questo, non solo una differenza di età, di anni di nascita, no c’è qualcos’altro che differenzia questi ragazzi da quelli che ricordo io.
Sposto lo sguardo attraverso le luci psichedeliche, mentre la voce rauca di Vinicio fa danzare i miei pensieri assieme a quelli di chi mi è attorno e l’alcool li mischia in un’amalgama pulsante.
Cosa avete ragazzi miei? Sembra vi abbiano vestito in camice di forza, le braccia strette da cinghie tirate.
Contenzione firmata Prada, Fendi, marche ricercate. Trucchi pesanti sul viso, gelatine rigide come membri in preda all’orgasmo, vestiti buoni per la domenica da sfoggiare con maliziosa pacatezza.
Atteggiamenti da adulto, in corpi da sviluppare, mascherature di un mondo in competizione, tirate a lucido per il carnevale della vita.
Cazzo, penso, anche qui? In una serata di svago? Questi giocano da grandi, rilanciando alla cieca sugli ideali?! Ma allora stiamo proprio alla frutta!
Poi, come d’incanto, dal soffitto piovono palloncini. Pochi, bianchi, palloncini ad aria.
Ed il gioco si impadronisce di quei grandi bambini che rimbalzano al ritmo della musica.
Un palloncino contro la maschera da adulto. Un gioco per farci ricordare chi siamo. Un gesto semplice della mano, far rimbalzare il palloncino in aria, più in là, verso gli altri, invisibile e leggero legame tra di noi.
Che gioco ragazzi! Ma allora un cuore batte ancora sotto quello strato di cerone che cola assieme al sudore! Ma allora c’è davvero modo e voglia di divertirsi ed esprimere la propria felicità! Di fare un sorriso disinteressato!
Un palloncino contro la maschera. Il gioco da adulti si infrange contro la parete dell’ingenuità. Un nuovo gioco sposta l’attenzione verso se stessi e gli altri.
Qualcosa d’inconsueto, come neve in città, distrae dalla continua competizione della vita. E’ il bambino soffocato troppo in fretta che urla il suo giubilo nel vedere, ancora, un palloncino. Cazzo capite? Un palloncino gonfiabile!
Non dimentichiamoci di farli volare. E divertirsi a rincorrerli e lanciarli in aria! Verso gli altri…
1 mese fa
