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La maza
1Ier sera sono stato alla Pergola a vedere un altro magnifico concerto di Ginevra di Marco.
Nel suo nuovo album “Donna Ginevra” c’è una canzone che ho trovato bellissima.
“La maza” di un compositore cubano, Silvio Rodriguez, sembra una profonda riflessione sul senso della vita. E’ struggente e melodiosa, semplice come le cose grandi.
Ecco il testo e la traduzione in italiano, oltre ad un video della versione originale.
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Si no creyera en la locura Si no creyera en la balanza Si no creyera en lo que agencio Qué cosa fuera, que cosa fuera jai! Si no creyera en lo más duro S i no creyera en cada herida Si no creyera en quien me escucha Qué cosa fuera, que cosa fuera ¡Ay! ¡ay! ¡qué cosa fuera corazón |
Se non credessi alla follia Se non credessi alla bilancia Se non credessi in ciò che faccio Cosa sarebbe, cosa sarebbe, hai! Se non credessi in ciò che è difficile Se non credessi in ogni ferita Se non credessi in chi mi ascolta Che cosa sarebbe, che cosa sarebbe, hai! Ahi! Ahi! Cosa sarebbe mio cuore! |
| Note | |
| (*) Sinsonte | (Italiano: Centonsle) Specie di merlo bianco o nero dal canto più modulato di quello dell’usignuolo. |
Tajabone
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Era il ’99. Almodòvar firma un altro suo eccellente film, di gran fascino ed enorme successo: “Tutto su mia madre” (“Todo sobre mi madre”).
Vi era una scena in cui la protagonista sorvola in aereo una Barcellona notturna, per poi addentrarsi nelle strade dei sobborghi alla ricerca del padre di suo figlio.
Una melodia incredibilmente struggente e nostalgica fa da sfondo ai velati pensieri della donna, alle aspettative e speranze. All’inizio della ricerca che la porterà sulle tracce del proprio passato.
Tajabone, di Ismael Lo è la canzone.
Il Tajabone è un festa musulmana alla fine del Ramadan (il 27° giorno dei 30), in cui il digiuno lascia il posto alla festa ed alla solidarietà. I bambini vanno di casa in casa a scambiare piccoli regali, cantando e ballando. Ricevono frutti, biscotti e vestiti.
Dalla condivisione di una medesima condizione, il digiuno appunto, la comprensione della comune umanità. E l’aiuto che ne scaturisce.
La canzone stessa racconta della tradizione musulmana per cui si è tenuti a pregare per 5 volte al giorno, velocemente e a digiunare durante il mese del Ramadan. Gli angeli poi chiederanno conto di tutto ciò. Al Tajabone.
Buon’ascolto e buona lettura malincolici naviganti!
TESTO ORIGINALE
Ta…..tajabone de nuy tajabone
Ta…..tajabone de nuy tajabone
Abdu u iambaar gniari malaykala
Ch’awé étchiko daan si séroo
Muomu muhnilda degëm du lingaan
Muomu muhnila degëm woor nga-am
Ch’awé etchiko daanu si seroo
Muomu muhnida degem du lingaam
Muomu muhnida degem woor nga-am
Tajabone de nuy tajabone
Tajabone de nuy tajabone
Wou leij Wou leij
Wou leij Wou leij
Abdu jambaar gniari malaykala
chico woley juge daanu si sero
Muhnila degem du linga’n
Muhnila degem woor nga-am
TRADUZIONE di TAJABONE
Tajabone we’re going to Tajabone
(Tajabone, stiamo andando al Tajabone)
Abdou Jabar he’s an angel coming from the skies to your soul
(Abdou Jabar è un angelo che sta scendendo dal cielo, nel vostro animo)
he’s going to ask you did you pray
(sta venendo a chiedervi se avete pregato)
he’s going to ask you did you fast
(sta venendo a chiedervi se avete digiunato)
he is coming to your soul
(sta scendendo nel vostro animo)
he’s going to ask you did you pray did you fast
(sta venendo per chiedervi se avete pregato, se avete digiunato)
1 mese fa
