Naldaariah. La valle dei racconti senza tempo

Una brezza lieve e fresca li aveva spinti oltre il sottobosco a Sud. Si ritrovarono improvvisamente in una radura. Qualche metro sotto di loro scorrevano le acque miti di un fiume.

“L’Eaven… ci siamo”. Java posò l’arco a terra, appoggiandolo su una roccia muschiosa che sbucava silenziosa dal terreno, e guardò il suo compagno di viaggio sorridendo.

“Non posso crederci. L’abbiamo trovato!” Barthannen si inginocchiò, stanco, guardando fisso di fronte a sé. L’inclinazione dei suoi lunghi capelli giallo paglierino segnavano la direzione del vento.

“Oltre questo fiume e quella collina là” Java indicava dritto davanti a sé “si apre la grande foresta del popolo elfico. Là potrai trovare le risposte alle domande che cerchi.

“Bene allora” gli occhi di Barthannen, fissi sul fiume sotto di loro, si spostarono verso l’alto a comprendere il profilo di cui il suo compagno andava parlando. “Muoviamoci”. Si alzò e si rimise in marcia.

Java raccolse l’arco da terra, lo soppesò un attimo come per controllare che fosse sempre il solito, se lo mise a tracolla e si incamminò seguendo silenziosamente Barthannen. Ancora un lungo cammino li attendeva. Ancora molte domande si sarebbero posti. E qualche risposta sarebbe giunta.

Mae govannen mellon!
Benvenuto viandante!

Che tu possa trovare terreno fertile per la tua fantasia
in Naldaariah, la valle dei racconti senza tempo

Immagine tratta da
www.tolkienlibrary.com

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